Idee & Ispirazioni

Materiali "Living": quando le facciate degli edifici respirano e reagiscono

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AedisLab Team

Autore verificato

01 Dec 2025
1 min lettura
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L'innovazione in architettura non riguarda più solo la forma, ma il comportamento dell'edificio. I materiali "living" o responsivi sono progettati per interagire con l'ambiente esterno, migliorando efficienza e comfort in modo dinamico e autonomo.

Casi pratici in arrivo sul mercato:

Calcestruzzi assorbenti CO2: oltre al classico effetto "mangia-smog" (fotocatalitico), arrivano miscele che contengono minerali specifici (come la wollastonite) che carbonatano irreversibilmente, sequestrando fisicamente anidride carbonica dall'aria per decenni.

Vetri termocromici: finestre che cambiano opacità e colore in base alla temperatura esterna. D'inverno rimangono trasparenti per catturare il calore solare, d'estate si scuriscono per schermare i raggi infrarossi, riducendo del 30% il carico sui condizionatori.

Materiali a cambio di fase (PCM) integrati: microcapsule di cera o paraffina incorporate negli intonaci o nei pannelli dei controsoffitti. Si sciolgono assorbendo calore in eccesso (evitando surriscaldamento) e si solidificano rilasciandolo quando la temperatura scende.

Progetto Firma in Italia: il nuovo padiglione per uffici "SkyGarden" a Milano, che utilizzerà in facciata un biocomposito di micelio (radici di fungo) che non solo isola, ma assorbe attivamente gli inquinanti organici volatili (VOC).